IL PROGETTO

Con il territorio, per il territorio

Beatrice abita in Valle Seriana, in provincia di Bergamo.
Beatrice è il nome di un progetto. Un progetto che unisce Comuni, aziende, cooperative di servizi sociali e culturali, fondazioni e associazioni, che vogliono lavorare insieme per le persone e il territorio della Valle, costruire palestre di collaborazione, condividere esperienze, mettere a disposizione le proprie risorse e capacità, creare strumenti nuovi, anche digitali, a beneficio gli uni degli altri e dei cittadini.
Beatrice abita in Valle Seriana ed è un’invenzione del mondo delle politiche sociali; i servizi sociali (che vanno dagli asili nido, agli Spazi gioco, ai servizi per persone anziane o con disabilità, e via così tanto altro) operano attraverso l’azione dei Singoli Comuni, ma anche attraverso aggregazioni di più comuni; queste aggregazioni si chiamano Ambiti Distrettuali. In Valle Seriana ci sono 2 Ambiti Distrettuali: il primo fa capo al Comune di Albino e copre la media e bassa Valle, con 18 comuni e circa 98.000 abitanti; il secondo ha il proprio centro a Clusone, copre l’Alta Valle Seriana e la Valle di Scalve con 24 comuni e circa 45.000 abitanti. 
Gli Ambiti Distrettuali sono quindi formati, composti, dai Comuni, ma abitualmente erogano servizi ai cittadini lavorando, costruendo, collaborando con cooperative, associazioni, fondazioni, nello spirito di responsabilità condivisa che la stessa legge italiana indica.
Nel 2016 l’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito di Albino comincia a pensare ad un’idea nuova, una fantasia entusiasmante: aprire la collaborazione a favore delle persone della valle ad un diverso, inusuale, partner per il mondo del sociale: le imprese del territorio.
L’occasione è data nel 2016 della legge di bilancio, che prevede sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese e dipendenti nel caso di introduzione di strumenti di welfare aziendale. 
“Welfare aziendale”, ecco la sintesi: aziende e welfare. Chi si occupa di welfare? L’Ambito e i Comuni. “Welfare aziendale”. 
Inizia l’avventura: l’Assemblea dei Sindaci stanzia risorse nel bilancio delle politiche sociali e  affida al proprio responsabile tecnico, Antonio Costantini, la costruzione di un progetto di welfare aziendale territoriale; a quell’epoca un’idea appena accennata.
Iniziano le interlocuzioni con le associazioni di categoria, tra cui Confindustria, Confartigianato, Confcooperative, i Sindacati e poi le singole aziende del territorio; è una fase di ascolto: l’ente pubblico ascolta il mondo dell’impresa e del lavoro per cominciare a capirne esigenze, schemi, funzionamento, necessità. E’ subito chiaro che uno dei limiti della Pubblica Amministrazione nell’apertura di un dialogo con il privato profit è la scarsa capacità di ascolto e invece la tendenza ad arrivare a proporre ricette pronte di servizi ritenuti utili o a chiedere collaborazione finanziaria. 
Con l’ascolto si scoprono cose, per esempio che spesso l’imprenditore cerca modi di sostenere i propri dipendenti nei momenti di difficoltà, anche finanziariamente, ma non sempre è chiaro come farlo in trasparenza: il welfare aziendale può essere uno strumento? Ma è complicato, soprattutto per le aziende piccole. E poi ci sono dubbi fiscali, giuslavoristici.

Ascoltiamo.

Diversi convegni, workshop, raccontano di come grandi aziende mettano in piedi al proprio interno il welfare aziendale attraverso piattaforme software, fornite da provider commerciali dedicati, nelle quali i dipendenti sono profilati, hanno credenziali di accesso singole, vedono il proprio “borsellino welfare” (somme individuate a seconda del piano welfare aziendale) e possono disporne trasformandolo in voucher da spendere presso la rete di esercizi commerciali convenzionati col provider della piattaforma o scaricando rimborsi per spese sostenute per se stessi o parenti nell’ambito delle categorie merceologiche, dei limiti e dei modi di spesa  individuati dal testo unico delle imposte. Le piattaforme hanno poi sistemi di flusso con i gestionali paghe per la contabilizzazione, la reportistica e la conservazione documentale a norma (upload di documenti documentati le spese).
Quindi: software proposti da agenzie commerciali che propongono di spendere parti del reddito dei lavoratori presso servizi alla persona aggregati da queste stesse agenzie.

Ascoltiamo.

Un limite di questi sistemi, dal punto di vista delle aziende, è che sono difficilmente accessibili alle aziende piccole.
Ecco l’idea: l’Ambito commissiona ad un soggetto professionale una piattaforma multiazienda, dove cioè le aziende del territorio possano avere un’area propria, totalmente personalizzata, singola, con tutte le funzionalità per i dipendenti e gli uffici paghe e dove i dipendenti possano scegliere tra un’offerta di servizi che non è scelta da provider nazionali con scopi commerciali (relazioni profit reciproche), ma tra i servizi pubblici e privati territoriali in area cultura, assistenza alle persone e all’infanzia, svago e tempo libero in Val Seriana. L’Ambito insomma valorizza e diffonde la propria rete.
Si inizia a lavorare e prende il via l’HR Club di Beatrice con imprenditori e responsabili risorse umane delle aziende che mano mano aderiscono e parallelamente col coordinamento dei servizi alla persona offerti in piattaforma.
L’Ambito si fornisce, oltre che del fornitore di piattaforma, di un servizio di consulenza fiscale e giuslavoristica per le imprese e la predisposizione dei piani welfare.
Le aziende presto aderenti sono: Acerbis Spa, Persico Spa, Modulor Srl, Sitip Spa, PPlast, Fondazione Sant’Andrea.
Rapidamente si evidenziano i benefici del progetto:

  • reciproca conoscenza fra Comuni, imprese, erogatori di servizi;
  • raccordo fra imprese aderenti sui temi della conciliazione tempi di vita e lavoro e più in generale risorse umane;
  • diffusione della rete dei servizi nelle aziende; porta di accesso ai servizi in azienda;
  • raccolta dei bisogni dei lavoratori direttamente nelle aziende, per poi provare a costruire servizi aderenti ai bisogni che cambiano;
  • difesa della rete territoriale professionale pubblico-privata dei servizi alla persona da un afflusso di servizi con finalità prevalentemente commerciale;
  • diffusione identitaria;
  • ottimizzazione delle risorse per il territorio e le persone.

Dove cresce il territorio crescono le aziende; l’impresa in un territorio sterile non cresce.
Il progetto si muove, il gruppo di lavoro aziendale opera attivamente assieme al Capo progetto pubblico. Nel febbraio 2018 una importante presentazione, molto partecipata, ad aziende e cittadinanza presso l’Auditorium di Albino, con ATS, Ambito, Comuni, Sindacato e Imprese. A Novembre a Nembro tutti gli imprenditori partner salgono sul palco dell’Auditorium comunale assieme al Capo Progetto Beatrice per raccontare questa esperienza di qualità nei rapporti pubblico privato.
Beatrice viene presentata in diversi convegni fuori dai confini regionali.
Sempre nel 2018 la Fondazione Symbola di Roma, centro studi di alto rilievo nazionale, censisce Beatrice fra i 20 progetti aziendali sulla propria pubblicazione biennale di case history di azioni di coesione e innovazione.
Emerge la singolarità del progetto: un istituto di diritto privato, pensato per l’uso interno alla singola azienda e senza nessuna previsione di raccordo con l’Ente Pubblico, diventa uno strumento di raccordo fra imprese e tra imprese e Comuni e con i servizi del territorio;  il tutto per iniziativa e ruolo di propulsione del soggetto pubblico.
Fin qui la genesi e la prima fase, sviluppata con risorse finanziare dell’Ambito di Albino, col cofinanziamento di Provincia di Bergamo e Regione-ATS in fasi diverse e con il lavoro dei partner. Tutt’ora Beatrice è finanziata nell’ambito delle politiche di conciliazione tempi di vita e lavoro di Regione Lombardia.
Col 2019 il progetto ha imboccato una svolta progettuale puntando su un approccio basato su un portale di servizi territoriali, strumenti e condivisioni progettuali, sempre con una importante specifica sul welfare aziendale, e un rapporto multipiattaforma con i provider di welfare aziendale.
Il progetto iniziale lavorava sull’idea di una piattaforma welfare che “contenesse” i servizi del territorio; ora invece ci si svincola dalla piattaforma del provider come elemento unificante della rete imprese-comuni-territorio, che diventa invece il portale di proprietà dell’Ambito: questo sul quale stai navigando.
Questo portale racconta “cosa c’è” sul territorio, cercando di presentare soluzioni a bisogni e risposte a desideri con l’obiettivo di esplicitarne la natura. Racconta anche con interviste a chi opera nei servizi, per annusarne il senso, il sentimento, perché anche questa è caratterizzazione dell’anima di un territorio. La lettura che si tenta in questo portale è identitaria e vuole rappresentare il filo conduttore fra servizi, imprese e cittadini. La Val Seriana racconta ciò di cui ha bisogno e anche ciò che desidera e, quando questo è monetizzabile, e quando l’azienda del cittadino che naviga utilizza il welfare aziendale ed è partner di Beatrice, il portale di Beatrice condurrà l'utente ad acquistare il servizio sulla piattaforma di welfare aziendale della propria azienda.
In altre parole: mi serve un servizio nido per mio figlio, cerco, leggo l’intervista ad una educatrice, mi piace, mi sposto sulla piattaforma di welfare aziendale della mia azienda e stacco il voucher o inserisco il rimborso per la mia spesa nido. 
L’approccio multipiattaforma è volto anche ad interessare aziende che abbiano già una propria piattaforma di welfare aziendale, non facendo più percepire Beatrice come competitor dai provider di piattaforme welfare, ma anzi in relazione service, volano, con le piattaforme di welfare aziendale che vorranno interagire, cogliendo lo sfida di costruire un modello nuovo pubblico-privato, collaborativo e non competitivo. 
La sfida è un investimento sulla comunicazione multilivello, per ingaggiare aziende e aumentare il raccordo con i servizi e gli esercizi anche commerciali del territorio. Integrare il portale con moduli software-web utili ai partner. Tutto regolato da un accordo di rete, che serva a convogliare coprogettazioni e fundraising. Declinazione di comunità per progetti innovativi.

     

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