Carla: un continuo lavoro di squadra per progettare per la Comunità

Carla: un continuo lavoro di squadra per progettare per la Comunità

"Mi piace il mio lavoro perché mi consente di stare nel - qui ed ora - di riflettere sul senso di quello che faccio, di pensare in modo strategico e sviluppare, in un continuo lavoro di squadra, progetti per la comunità."

Ciao Carla, ci racconti come nasce questo luogo?

Questo luogo nasce dall’idea condivisa di alcune famiglie che nel 2001 chiedono al comune di Ranica di poter avere a disposizione uno spazio in cui trascorrere del tempo di qualità insieme con i loro bambini e con altre famiglie, accompagnate da figure educative. Il comune risponde positivamente e mette a disposizione uno spazio inizialmente all’interno del Centro Diurno Integrato di Ranica (un centro in cui anziani del territorio trascorrono la loro giornata); in seguito progetta uno spazio nuovo, accanto alla biblioteca. Io lavoro qui da 15 anni, da 8 lo Spazio Prima Infanzia è gestito dalla Cooperativa Sociale "Il Cantiere" di cui sono socia lavoratrice.

In cosa consiste di preciso questo spazio? Cosa lo rende differente da un nido?

Questa è una domanda che ci fanno in molti; prima di tutto va detto che all’ interno dello Spazio Prima Infanzia abbiamo due progetti distinti, che viaggiano in parallelo: lo “Spazio Gioco” e “La Tana dei Cuccioli”.
Il primo prevede la compresenza del bambino/a e di un adulto accompagnatore (papà, mamma, nonni, babysitter). I bambini vengono accompagnati dall'adulto che resta per tutto il tempo. Il senso più profondo è la possibilità da parte delle famiglie di condividere momenti e supportarsi vicendevolmente; il valore aggiunto è la presenza delle educatrici e della pedagogista che accolgono e accompagnano bambini e adulti nel loro percorso educativo. Lo “Spazio Gioco” è aperto due pomeriggi a settimana.
Il secondo è un progetto rivolto a bambini da 1 a 3 anni, in questo caso non accompagnati dai genitori.
Il momento dell’ambientamento, durante il quale genitori e bambini si preparano al “distacco”, è molto simile a quello dei nidi, con la differenza che qui i bambini si fermano solo per mezza giornata per cinque mattine alla settimana. In questo spazio si fa esperienza di autonomia.
Un’altra particolarità è la scelta di non dividere lo spazio in sezioni, per consentire ai bambini che frequentano la “Tana dei cuccioli”, di spostarsi tra le varie proposte di gioco che i diversi spazi offrono, costruendo giorno dopo giorno piccole autonomie.

Immagine Intervista

"Sta innanzitutto alle educatrici imparare a sentire ciò che fanno i bambini, ma per fortuna si trovano a volte bambini che pensano a dire alla propria educatrice: Ascolta. (F. Delalande)”

Come è stato il percorso che ti ha portato a svolgere il lavoro di educatrice oggi?

Il mio percorso è stato abbastanza insolito: con una laurea in filosofia, per un po’ di anni, in attesa del concorso, ho lavorato come docente supplente presso vari istituti scolastici, in modo itinerante, in quanto mio marito lavorava spesso in trasferta. Quando siamo rientrati definitivamente a Bergamo, ho partecipato ad un corso organizzato dall'Università sul tema dei Servizi alla Persona. Questa è stata l'occasione per incontrare il mondo dell'educazione e conoscere coordinatori di servizi educativi del territorio che mi hanno introdotto in questo settore. 
Dopo un periodo di tirocinio, ho iniziato a lavorare come educatrice della prima infanzia per la cooperativa sociale che gestiva lo Spazio di Ranica prima della Cooperativa il Cantiere. Quando la gestione è cambiata, mi hanno chiesto se volevo restare e io ho accettato.

Hai mai pensato di cambiare lavoro?

Sinceramente no. Penso di poter dire con grande serenità che ho trovato la mia strada e perciò mi sento molto fortunata. Lavoro da molti anni a stretto contatto con colleghi con i quali vado molto d’accordo, in più a rotazione vengono a darci supporto volontari, oppure ragazzi in servizio civile. Mi piace il mio lavoro perché mi consente di stare nel “qui ed ora”, di riflettere sul senso di quello che faccio, di pensare in modo strategico e di sviluppare, in un continuo lavoro di squadra, progetti per la comunità. Inoltre, con tutta sincerità, è facile trasmettere messaggi di inclusione, integrazione e collaborazione in un territorio come quello di Ranica, in cui l’Amministrazione Comunale ha particolarmente a cuore alcuni temi di comunità e orienta molte delle attività in questa direzione.

 

Quali sono i progetti più nuovi che state portando avanti?

Sono molti i progetti integrativi che offriamo alla cittadinanza. Lo Spazio Allattamento gratuito del lunedì mattina, dove le mamme possono venire con i loro bambini/e da o a 12 mesi incontrarsi e confrontarsi con l'ostetrica volontaria che fornisce loro supporto su tutto ciò che riguarda la cura del bambino: dall’allattamento al sonno, ai pasti, all’igiene del neonato ed altro. Ci tengo a dire che questo spazio è aperto non solo alle mamme che allattano al seno, ma anche alle mamme che allattano artificialmente, l’obiettivo è fare rete fra i genitori ed essere accoglienti.
L’ostetrica gestisce anche la Fascioteca dove le mamme possono provare e affittare i supporti e le fasce per portare i bebè.
La pedagogista dello Spazio offre alle famiglie uno sportello di consulenza gratuito, in merito a tutto ciò che ha a che fare con la costruzione della relazione educativa e di cura con il bambino.
Proponiamo serate formative aperte e gratuite oltre a corsi di massaggio infantile, di musica e danza per adulti e bambini insieme.
Durante l’anno non mancano le iniziative che ci vedono collaborare con le diverse realtà del territorio. Proponiamo agli anziani del Centro Diurno Integrato di Ranica di trascorrere alcune mattine allo Spazio per incontrare e giocare con i nostri bambini. Sono momenti importanti di condivisione tra generazioni, ricchi di significato.
Collaboriamo in diverse occasioni con la biblioteca per l'iniziativa Nati per Leggere, per le letture aperte alla cittadinanza, per il prestito libri.
Un altro progetto che mi piacerebbe raccontare è l’Autogestione: alle famiglie che frequentano i nostri servizi diamo la possibilità di utilizzare i nostri spazi il sabato, in modo autogestito. Organizzano giochi, approfittano del bel giardino esterno, spesso si fermano fino a sera, ordinano la pizza e cenano insieme. Alle famiglie piace e sentono questo spazio “loro” e stando insieme creano legami che durano nel tempo. 

 

Come ti immagini questo servizio tra 10 anni?

Da un certo punto di vista, me lo immagino simile a quello che è oggi, con la stessa capacità di includere, di aggregare, di fare rete fra le famiglie, di rendere loro partecipi e costruttori del servizio e non solo fruitori. Il nostro modello educativo è curare la relazione, accogliere nell'idea che ciascuno possa esprimersi in modo individuale.
Mi piacerebbe riuscire a motivare il gruppo delle famiglie che frequenta lo Spazio Prima Infanzia di Ranica, a realizzare progetti di solidarietà sul territorio, per e con la comunità, soprattutto in un comune come quello di Ranica, nel quale l’amministrazione abbraccia totalmente le finalità che ho appena descritto.
Portare avanti un’idea di Comunità educante che sostenga i nostri bambini nel loro percorso di crescita. Per fare ciò è necessario che si diffonda un’attenzione più ampia ai temi educativi.

Grazie Carla!