Charlotte: passione, studio continuo e voglia di mettermi in gioco

Charlotte: passione, studio continuo e voglia di mettermi in gioco

"Amo lavorare con i bambini, ma lo Spazio Gioco risponde ad un’altra mia passione, che ho scoperto essere molto profonda: il lavoro a contatto con gli adulti, figure di riferimento dei più piccoli."

Benvenuta Charlotte, innanzitutto, cosa si intende per Spazio Gioco? In cosa si differenzia da un nido?

Lo spazio gioco è una dimensione pensata non solo per i bambini, ma anche per chi si prende cura di loro quotidianamente, come genitori, nonni, zii, più in generale tutti coloro i quali possono considerarsi figure di riferimento per il bambino. Gli adulti hanno la possibilità di giocare con i loro bambini, in uno spazio dedicato alla presenza di educatrici esperte; possono condividere punti di vista riguardo a tematiche educative, per gestire al meglio la relazione con i loro bambini.
Inoltre, per le famiglie iscritte allo Spazio Gioco, diamo la possibilità di utilizzare i luoghi messi a disposizione dal Comune, in autonomia; una sorta di autogestione, senza la presenza di educatori.

Un servizio interessante e innovativo? Non ne avevo mai sentito parlare prima d’ora...

Lo Spazio Gioco a Villa di Serio nasce nel 2003 e vede la compresenza di bambino e genitore o adulto di riferimento; il lavoro educativo è molto incentrato sulla relazione tra i due: gli adulti portano il loro sapere, le loro esperienze, dubbi e preoccupazioni; si condivide un piccolo pezzo di vita del bambino e si genera così uno scambio proficuo.
Il genitore o adulto di riferimento viene sostenuto nelle sue competenze dalle figure educative, in modo tale da acquisire maggior consapevolezza delle potenzialità che può mettere in atto, nella relazione con il bambino; e la condivisione “orizzontale” di posizioni circa tematiche educative, che avviene tra gli adulti presenti allo spazio gioco, facilita la socializzazione, il confronto, la vicinanza.
Amo lavorare con i bambini, ma lo Spazio Gioco risponde ad un’altra mia passione, che ho scoperto essere molto profonda, che è il lavoro a contatto con gli adulti, figure di riferimento dei più piccoli.
E’ bello vedere come grazie ai momenti conviviali che si creano all’interno del servizio, gli adulti continuino a coltivare la vicinanza anche al di fuori di questo spazio, incontrandosi. A volte nascono delle vere e proprie amicizie.

Immagine Intervista

"Passione, voglia di mettermi in gioco, non smettere mai di studiare, ingredienti che permettono di ripensarmi nel mio ruolo, per progettare attività che rispondano ai bisogni delle persone.”

Puoi spiegarmi nel dettaglio come funziona?

La mattina si struttura in questo modo: dopo un primo momento di accoglienza, i bambini hanno la possibilità di muoversi e giocare liberamente. Ci avviamo verso il momento della merenda: ai bambini viene offerta la frutta, terminata la merenda un’educatrice propone delle attività strutturate, che i bambini possono sperimentare insieme, come la lettura, i travasi (utilizzando contenitori di ogni materiale e grandezza, come barattoli e materiali naturali come pasta, riso, pigne, sassi...), mentre i genitori possono bere un caffè o una tisana e condividere insieme ad un'altra educatrice un momento di scambio, parlando di genitorialità, relazioni familiari, prime esperienze di vita del bambino.

Vi capita di fare anche delle uscite sul territorio?

Sì, in particolare nei mesi estivi, abbiamo ideato un’attività che si chiama “Giocando al parco”; la prima iniziativa la proposi anni fa proprio allo Spazio Gioco di Villa di Serio. Di solito utilizziamo i parchi comunali: allestiamo il parco in modo tale che possa accogliere bambini, famiglie e adulti; proponiamo loro delle attività ludiche. Spesso coinvolgiamo anche il territorio, invitando per esempio chi presta servizio in biblioteca a divertirsi con noi animando delle letture; oppure proponiamo delle iniziative più mirate. Immaginatevi una coperta stesa per terra, che facilita il gattonare dei più piccoli e le mamme che possono comodamente chiacchierare tra loro e osservare i loro bambini; la stessa attività la proponiamo anche per i nidi che gestiamo come cooperativa Il Cantiere; per esempio il nido comunale di Alzano L.do confina con un grande parco, d’estate allestiamo il parco in modo tale che possa accogliere i bimbi che frequentano il nido, i bambini più grandicelli delle scuole dell’infanzia e chiunque voglia aggregarsi con il proprio bambino. Le mamme in particolare apprezzano molto questa iniziativa, perchè in particolar modo per chi non ha attorno a sè reti familiari solide, diventa un momento di incontro, confronto e condivisione, che le sottrae ad altri di solitudine.

Quando è nata la tua passione per il lavoro di educatrice e cosa ti ha portato a scegliere di lavorare con i bambini?

All’età di 18 anni ho conseguito il diploma di maturità linguistica; ero assolutamente convinta che la mia strada fosse studiare ed apprendere le lingue straniere; per questo motivo per tre anni ho frequentato l’Università di lingue a Milano. Nel tempo libero collaboravo, come volontaria, presso una comunità per minori gestita dalle Suore delle Poverelle a Bergamo, esperienza che mi appassionava parecchio. Il primo esame che diedi all’Università, fu psicologia dell’età evolutiva, come ad indicarmi che questa era già una mia inclinazione.
Così provai a intraprendere una strada diversa, più vicina ai miei interessi: mi sono iscritta ad un corso per animatore sociale presso l’istituto di Innovazione, Apprendimento e Lavoro di Brescia, grazie al quale potei iniziare a candidarmi e a lavorare come animatrice sociale ai CRE estivi, organizzati dalle parrocchie e/o da cooperative sociali.
Fu allora che mandai il mio CV alla cooperativa sociale Il Cantiere, che dopo un primo colloquio di conoscenza, decise di assumermi.
Dopo un anno di lavoro, il settore iniziava davvero a piacermi; mi convinsi finalmente che quella era la mia strada, tanto da iscrivermi ad un altro corso di formazione, quello per conseguire il titolo di Educatore professionale, che ai tempi aveva una durata di 2 anni.
Per i primi anni ho lavorato in progetti destinati ad adolescenti e ragazzi; è stato un periodo stimolante ed impegnativo allo stesso tempo. Dopo circa 8 anni, mi sono orientata verso la prima infanzia ed è stato amore a prima vista; grazie alla collaborazione con l’equipe della mia cooperativa, la provincia di Bergamo e il comune, ho avviato lo spazio gioco di Villa di Serio.

 

Un’ ultima domanda Charlotte: a tuo avviso, che caratteristiche deve possedere un educatore, per far bene il suo lavoro?

Provo a risponderti utilizzando delle parole e delle frasi chiave: passione, voglia di mettersi in gioco, non smettere mai di leggere e studiare, perchè ci permette di ripensarci nel nostro ruolo, dentro i servizi, per progettare e organizzare dei servizi che rispondono in modo più adeguato ai bisogni delle persone.

Grazie Charlotte!