Chiara: la dimensione evocativa della natura e il gioco dei bambini

Chiara: la dimensione evocativa della natura e il gioco dei bambini

"Privilegiamo il gioco all'aperto: In natura i bambini sperimentano il gioco avventuroso, migliorano la loro percezione del pericolo e acquisiscono maggior sicurezza."

Ciao Chiara, hai voglia di raccontarci il tuo lavoro di Educatrice presso il nido comunale di Alzano L.do?

Sì certamente. Mi piacerebbe raccontarti il nostro nido, presentandoti uno dei progetti al quale siamo più affezionate e che ci mette “in rete” con le colleghe che lavorano presso gli altri nidi e spazi gioco gestiti dalla cooperativa sociale il Cantiere, ovvero l’Educazione in natura.

Educazione in natura….presumo preveda che i bambini giochino all’aperto?

Esattamente. Questa esperienza porta con sè notevoli apprendimenti. Siamo partite da alcune semplici, ma non scontate, domande: “L’esperienza che i bambini vivono “fuori”, giocando in giardino, quale valore aggiunto può dare al loro percorso di apprendimento? E dall’altra parte, osservare i bambini giocare all’aperto, cosa può aggiungere al nostro lavoro di educatrici?”
Per rispondere a queste domande abbiamo provato a portare all’esterno l’esperienza maturata dai bambini all’interno delle sezioni. Il nido di Alzano L.do ha un ampio giardino, che circonda l’edificio, con grandi alberi che sono stati piantati decine di anni fa. Un piccolo cancello posto sul retro ci permette un accesso privilegiato al grande parco comunale.

Immagine Intervista

"Giocando all'aperto i bambini sviluppano un pensiero divergente, in quanto maggiormente stimolati a sperimentare e sperimentarsi, ad utilizzare fantasia ed immaginazione”

Entrando dal cancello d’ingresso risulta subito chiaro quanto sia importante per voi il giardino esterno, molto ricco di oggetti di ogni genere.

Sì, abbiamo cercato di curare e organizzare lo spazio esterno in differenti zone, rendendolo idoneo e sicuro, grazie alla collaborazione costante con giardinieri ed operai del comune.
Abbiamo allestito la cucina di fango, in cui i bambini si divertono ad impastare la terra con l’acqua e a cucinarla insieme alle piante aromatiche che raccolgono in giardino. In questo gioco è fatto d’obbligo sporcarsi! E’ una forma di gioco simbolico.

Che cosa si intende per gioco simbolico?

Nel gioco simbolico spesso il bambino imita ciò che accade nella realtà “facendo finta di”: oggetti, azioni, situazioni vengono utilizzati come simboli per rappresentare qualcosa che non è presente ma che si può immaginare.
Abbiamo poi un bellissimo orto, che alcuni nonni, appassionati ed esperti, ci aiutano a gestire. L’esperienza dell’orto è osservazione del ciclo della natura, e quindi della vita, che è fatta di nascita e morte; è attesa e cura, i bambini seminano e sotterrano i bulbi e attendono che questi fioriscano, quando è il momento; imparano ad aver cura, ad essere responsabili e a collaborare tra loro in modo positivo.
E poi ci sono gli “alberi amici”; cerchiamo di non tagliarli troppo, di potare solo i rami necessari. Alberi amici perchè creano riparo, ombra d’estate, e tana d’inverno. I bambini imparano a rispettare la preziosità degli alberi; allestiamo gli alberi in modo che i bambini possano nascondersi sotto i rami, oppure arrampicarsi, in tutta sicurezza.
Per i più piccoli, abbiamo creato uno spazio sicuro, più intimo e protetto, con dei materiali ed una pavimentazione appositamente pensati per loro.

Immagino che trascorrere del tempo in giardino, soprattutto nelle stagioni più fredde o più calde richieda un grande impegno da parte del personale educativo.

Sì, un grande impegno, ma ci siamo organizzate in modo tale che sia fattibile sempre, in ogni stagione; abbiamo creato uno spazio apposito in cui i bambini possono prepararsi ad uscire e giocare all’aperto; ci siamo dotati di abbigliamento adeguato, come stivaletti e mantelle per uscire anche quando pioviggina o nevica, e sandaletti, costume e protezioni solari d’estate. I bambini si vestono ed equipaggiano autonomamente, aiutandosi tra loro.
D’estate pranziamo all’aperto, sotto un grande gazebo che abbiamo fatto costruire, in modo che ci protegga dal sole.

Giocare all’aperto, soprattutto d'inverno, può destare alcune preoccupazioni nei genitori, e non solo in quelli più apprensivi. Come spiegate loro i benefici dello “stare in natura”?

Diverse ricerche pediatriche confermano che stare all’aperto fa bene per diverse ragioni: riduce lo stress, riduce le malattie e rinforza le difese immunitarie; noi osserviamo che i bambini si ammalano meno. Inoltre stimola il movimento e questo influisce positivamente sullo sviluppo della coordinazione, dell’equilibrio e della forza muscolare.
In natura i bambini sperimentano il gioco avventuroso, migliorano la loro percezione del pericolo e acquisiscono maggior sicurezza, grazie al superamento di semplici “prove”.
Al contempo la natura, nella sua dimensione più evocativa, offre il perfetto sfondo narrativo per quel pensiero tipicamente infantile capace di conferire anima ad ogni cosa e nel quale trovano espressione i vissuti emotivi e le sensibilità di ciascuno.
Dal punto di vista relazionale i bambini sono più ingaggiati a collaborare tra loro, per il semplice fatto che fuori molti giochi sono da costruire da zero, e quindi per fare esperienze di gioco, devono necessariamente cooperare; di conseguenza migliorano linguaggio e capacità comunicativa, perchè per collaborare fra loro, devono necessariamente parlare ed intendersi. Osserviamo che le occasioni di conflitto diminuiscono rispetto a quando i bambini trascorrono il tempo all’interno delle mura del nido.
Inoltre sviluppano un pensiero divergente, in quanto maggiormente stimolati a sperimentare e sperimentarsi, ad utilizzare fantasia ed immaginazione, ad essere propositivi; vengono sollecitate le potenzialità creative che promuovono nei bambini e nelle persone in generale la capacità di immaginarsi soluzioni e strade alternative a determinate situazioni, problemi, questioni. Questo è il pensiero divergente.  

Grazie Chiara!