Monica e Barbara: relazionarci con i bambini ci fa sentire sempre vive, ci aiuta a mantenere un atteggiamento di sana meraviglia verso le loro piccole scoperte.

Monica e Barbara: relazionarci con i bambini ci fa sentire sempre vive, ci aiuta a mantenere un atteggiamento di sana meraviglia verso le loro piccole scoperte.

"Aiutami a fare da solo"

Come nasce la vostra esperienza come Educatrici presso il nido?

Lavoriamo entrambe come educatrici presso il nido di Cene dal 2013. Fu Don Camillo, allora parroco di Cene, ad avere l'idea di ristrutturare un piano dell'oratorio e adibirlo ad asilo nido, raccogliendo un bisogno all'interno della comunità. Ha avuto un'ottima intuizione, negli anni il radicamento al territorio si è intensificato e ad oggi possiamo dire di essere riusciti a costruire una rete di persone intorno al nido che supporta il nostro progetto.
L’attuale presidente del servizio è Don Guido Sibella che, con entusiasmo, porta avanti le orme del suo predecessore, sostenendo le scelte educative dell’equipe di lavoro di stampo montessoriano.
Quando mi chiedono che lavoro fai, lo descrivo sempre in termini di progetto educativo e pedagogico, rivolto non solo ai bambini che aiutiamo tutti i giorni a crescere, ma anche ai genitori con i quali collaboriamo a costruire buone pratiche di genitorialità, partendo dalla condivisione di attimi molto semplici, considerazioni della quotidianità dense di contenuto.
La mentalità negli ultimi anni si è molto trasformata: mentre prima "portare il proprio bambino al nido" era frutto di una scelta "obbligata", soprattutto da parte di quei genitori che necessariamente dovevano rientrare al lavoro dopo poco tempo dalla nascita del bambino, senza una rete familiare e amicale che li potesse aiutare, oggi, invece, sono aumentati i casi in cui i genitori scelgono liberamente e volutamente di iscrivere il proprio bambino al nido, in quanto ritengono questa tappa fondamentale nella crescita del bambino, orientata verso la socialità e lo sviluppo dell'autonomia.

Come vi siete avvicinate al mondo dell'educazione e dell'infanzia?

Barbara
Ho iniziato il mio percorso formativo con una laurea in psicologia presso l'Università degli studi di Bergamo; il mio primo "contatto" con il mondo del lavoro, è avvenuto presso un centro dedicato allo sviluppo del linguaggio a Bergamo, dove, attraverso un'esperienza di tirocinio, ho compreso che le mie attitudini si orientavano maggiormente verso un approccio educativo. Per questo motivo ho scelto come specializzazione universitaria quella in pedagogia.

Immagine Intervista

"La mentalità negli ultimi anni si è molto trasformata: mentre prima portare il proprio bambino al nido era frutto di una scelta obbligata, oggi in molti la considerano come tappa fondamentale nella crescita del bambino.”

Perchè vi piace quello che fate e perchè ritenete possa essere utile?

Monica
Credo di essere molto fortunata ad avere la possibilità di svolgere quotidianamente il lavoro che faccio: entrare ogni giorno in relazione con i bambini mi fa sentire sempre viva, mi aiuta a mettermi in gioco, a mantenere un atteggiamento di sana meraviglia verso le piccole scoperte dei bambini. Anche il lavoro che facciamo con le famiglie è molto importante, perché genera cultura e affidamento; mi spiego meglio: è importante che la crescita del bambino sin dai primi mesi venga concepita non come un percorso prestazionale a tappe predefinite e standardizzate. Ogni bambino cresce seguendo un proprio percorso, sceglie tempi, ritmi e modalità differenti.
Quando parlo di affidamento, mi riferisco all'opportunità che abbiamo nel nostro ruolo di educatrici, di supportare in particolar modo le mamme, ad affrontare i primi mesi di vita dei bambini; ricordo una mamma, professione ingegnere: chiacchierando con lei nei primi giorni di nido che noi chiamiamo ambientamento mi disse: "Io sono un ingegnere, per me 1+1 ha sempre fatto 2; quando è nata la mia bambina ero assolutamente certa e convinta che l'avrei allattata, ma non è stato così, perchè mia figlia non voleva proprio saperne! Mi sono sentita in balia del caso, completamente spaesata. La possibilità di confrontarmi con chi si prende cura dei bambini ogni giorno e con altre mamme, è stato per me come ritrovare la bussola!".

Quali ingredienti occorrono per far bene il vostro lavoro?

Barbara
Serve innanzitutto crederci, credere fortemente nel modello educativo e pedagogico che stiamo portando avanti ormai da anni, grazie al percorso formativo offerto dall'Ambito della Valle Seriana, che coinvolge tutte le educatrici di tutti i nidi del territorio, e grazie al supporto di una psicopedagogista di stampo montessoriano, alla quale ci rivolgiamo frequentemente per consulenza e supporto.  Caratterizzare il proprio servizio secondo un modello educativo e pedagogico ben preciso, significa caratterizzare anche l'ambiente in cui i bambini trascorrono le loro giornate. Per esempio, da noi ci sono tre "stanze" che accolgono bambini di età differenti; ogni stanza ha un colore diverso, abbiamo optato per colorazioni tenui: rosa, verde, azzurro. Ogni stanza è arredata in modo tale che ciascun angolo abbia un proprio tema: l'angolo del gioco, l'angolo della cura, l'angolo del disegno, etc. I bambini in questo modo si orientano più facilmente, perchè è come se fornissimo loro dei punti cardinali nello spazio.

Quali attività caratterizzano in particolare il vostro nido?

Monica
Potrei citarne parecchie, ma a titolo esemplificativo mi limiterò a raccontarvi una delle attività a cui teniamo particolarmente. Per noi il dentro è come il fuori, cioè pensiamo sia molto importante che i bambini, seppur molto piccoli, vivano momenti frequenti a contatto con la natura; abbiamo la fortuna di essere molto vicini al meraviglioso parco del fiume Serio, e questo ci permette di fare delle uscite in natura, in totale sicurezza, aiutati da una corda elastica alla quale agganciamo degli anelli, che i bambini stringono nelle mani. Riuscite a immaginare la scena? I bambini sono estasiati, per loro è come vivere un'avventura in un mondo fantastico, in cui scoprono foglie, pigne, sassi, alberi; a volte ci basta percorrere anche 10 metri per scoprire cose meravigliose!
Da noi i passeggini non esistono, tuttavia spesso al loro posto ci sono validi sostituti: mi riferisco a persone che appartengono alla comunità di Cene, nonni, volontari fidati e molto ben conosciuti, che a volte ci accompagnano durante le nostre uscite in natura. Non saprei dire chi si diverte di più, se i bambini o i volontari!

Barbara
I genitori hanno molto apprezzato l'idea del diario individuale: le mie colleghe educatrici tengono un diario per ogni bambino, sul quale scrivono settimanalmente proprie riflessioni rispetto a quello che hanno osservato nel bambino. In questo modo è come se i genitori, per un attimo, potessero essere lì insieme a noi e guardare il loro bambino attraverso i nostri occhi.

Perchè il vostro progetto funziona?

Monica
Perchè siamo un team coeso, perchè abbiamo scelto di dedicare parte del nostro tempo, anche extra lavoro, alla formazione, al continuo aggiornamento, al confronto tra di noi; scambiarci riflessioni rispetto a quello che abbiamo osservato nei bambini nel corso della mattinata, per esempio, è di fondamentale importanza per dare il giusto peso ai piccoli passi quotidiani che ogni bambino sceglie di fare verso lo sviluppo della propria autonomia.

Suggerimenti per i neo genitori?

Barbara
Soprattutto nei primi mesi di vita del bambino, che spesso sono i più faticosi, abbiamo notato che è molto utile per le neo mamme uscire di casa, cercare occasioni di confronto con altre mamme, chiacchiere che possono generare scambio di buone prassi e supporto.
Il territorio della Valle Seriana offre molte occasioni di questo genere. E poi, nell'accompagnare il proprio bambino nella crescita, lasciare che si prenda il proprio tempo, tempo per scoprire, per incontrare, per fare cose.

Grazie Monica e Barbara!