Paola: nel mio lavoro cerco sempre di non cadere nell'errore di dire alle persone cosa è meglio per loro; preferisco accompagnarle a consapevolizzarsi rispetto alle proprie potenzialità.

Paola: nel mio lavoro cerco sempre di non cadere nell'errore di dire alle persone cosa è meglio per loro; preferisco accompagnarle a consapevolizzarsi rispetto alle proprie potenzialità.

"La scoperta non consiste nel cercare nuovi posti ma vedere con occhi diversi. Marcel Proust"

Ciao Paola, ci racconti in cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio lavoro consiste nell'aiutare persone disoccupate ad inserirsi nel mondo del lavoro.
Più nello specifico, le mie attività di esperta di orientamento si rivolgono a persone in possesso di una certificazione di disabilità oppure di una certificazione valida ai senso della L.381 (persone che hanno avuto problemi di tossicodipendenza, o problemi con la giustizia,...) oppure persone segnalate dai servizi sociali comunali in quanto a rischio di esclusione sociale e quindi bisognose di reinserirsi nel mondo del lavoro in modo graduale.
Da molti anni Mestieri Lombardia gestisce sul territorio della Valle seriana, sia per l'Ambito di Albino, che per quello di Clusone, il S.I.L. Servizio Inserimenti Lavorativi, di cui sono referente per l'area della bassa Valle seriana.
Lavoriamo in stretta sinergia con i servizi sociali comunali, i quali ci inviano persone che necessitano di essere supportate alla ricerca di un impiego, con il Collocamento Mirato Disabili di Bergamo nel caso in cui le persone abbiano una certificazione di disabilità, con i Centri per l'Impiego, con i servizi specialistici territoriali (in particolare per persone che hanno una diagnosi di tipo psichiatrico) e con la tutela minori.
Lavoro in questo servizio da una decina di anni, un lungo periodo che mi ha permesso di specializzare le mie competenze in ambito di politiche attive del lavoro, tecniche di orientamento, strumenti di bilancio delle competenze e coaching, con particolare attenzione ad affiancare le persone in un processo di empowerment delle proprie abilità e capacità.

Quale è stato il tuo percorso formativo?

Ho conseguito la Laurea magistrale in Psicologia presso l'Università di Padova. Successivamente ho scelto di iscrivermi ad una Scuola di specializzazione, presso la quale ho conseguito il titolo di Psicoterapeuta Transculturale.
Non avrei mai immaginato, dopo il percorso di studi che ho seguito, di approdare nel mondo delle politiche del lavoro, anche se, ad essere sincera, ho sempre pensato che mi sarebbe stato più consono un lavoro "sul campo" piuttosto che un lavoro svolto entro le quattro mura di uno studio. 

Immagine Intervista

"Quando è nato, il servizio in cui oggi lavoro, si chiamava So.la.re: Solidarietà, Lavoro e Reinserimento. Mi piace ricordare questo acronimo, poichè ancora oggi queste semplici parole ci rappresentano”

Che cosa intendi quando dici "sul campo"?

Le persone che si rivolgono a noi, il più delle volte, sono disoccupate da lungo tempo, a causa di chiusura aziendale o perchè a causa dell'insorgere di una patologia la loro condizione psicofisica è profondamente cambiata e quindi hanno bisogno di capire verso quale tipologia di occupazione volgere lo sguardo.
Parliamo quindi, il più delle volte, di reinserimento nel mondo del lavoro attraverso lo "strumento" del tirocinio extracurriculare che ci fornisce l'opportunità di osservare la persona sul campo e, insieme a lei e al contesto ospitante (azienda, esercizio commerciale, cooperative sociale, etc...) valutare nuove e vecchie abilità, vincoli allo svolgimento delle mansioni, ma anche potenzialità, tutti dati utili ad osservare e valutare la spendibilità lavorativa della persona.
Prima dell'avvio del tirocinio il lavoratore ha la possibilità di colloquiare con l'operatore dello sportello a lui dedicato e condividere aspettative, paure, perplessità.
I colloqui non si focalizzano mai solo ed esclusivamente sul lavoro, poichè, sappiamo bene, che il lavoro necessariamente interseca tutte le dimensioni della vita di una persona, dalla famiglia, alle relazioni amicali, rapporto con il denaro, rapporto con la comunità, etc...

In che modo le persone disoccupate possono venire a conoscenza dell'utilità del vostro servizi?

Suppongo che ad oggi siano poche le persone che conoscono l'esistenza di questo servizio. Se non si rivolgono all'assistente sociale comunale, difficile che ne vengano a conoscenza. La mia realtà si è impegnata in questi anni per diffondere i nostri servizi, per esempio istituendo tre Sportelli Informativi Lavoro a favore della cittadinanza, attivi una volta a settimana presso le biblioteche di Ranica, Albino e Clusone.

Quali sono le competenze indispensabili a svolgere bene il tuo lavoro?

L'approccio mio e delle colleghe tende ad essere più "maieutico" che non educativo.
Cerchiamo sempre di non cadere nell'errore di dire alle persone cosa è meglio per loro, per il loro futuro, ma preferiamo accompagnare la persona, attraverso il dialogo e il fare, a consapevolizzarsi rispetto alle proprie potenzialità da una parte e fatiche dall'altra.
E quando emergono delle fatiche, il nostro obiettivo è co-costruire con i lavoratori tattiche e strategie utili a trovare scorciatoie per raggiungere i medesimi obiettivi, oppure strumenti utili a riempire il gap tra loro e l'obiettivo che si sono prefissate di raggiungere.
Non parlerei solo di competenze, ma anche di attitudini. Quello che apprezzo maggiormente nello stile del mio servizio e in quello dei miei colleghi è l'attitudine marcata all'accoglienza e all'ascolto. Siamo ben consapevoli che le persone che bussano alla nostra porta tendenzialmente stanno vivendo un momento della loro vita faticoso, per svariate ragioni: di tipo economico, sociale, culturale, sanitario. E' quindi importante che la persona percepisca di avere a disposizione tempo per poter parlare di sè e spazio di cambiamento e miglioramento.

E sul fronte aziendale? Immagino voi abbiate quindi a che fare con realtà imprenditoriali del territorio.

Esattamente. Piccole e medie imprese, aziende che devono ottemperare ai sensi della L.68 e quindi assumere una persona iscritta al Collocamento Mirato Disabili, ma anche piccoli esercizi commerciali, enti locali e cooperative sociali.
Molte volte le realtà territoriali ci "prestano" i loro contesti produttivi, dando l'opportunità a persone a rischio di esclusione sociale di cimentarsi in lavori prima mai svolti, di sperimentare la loro capacità di tenuta lavorativa, etc....
Le aziende che ci offrono questa disponibilità, a titolo gratuito, nel senso che non ci sono costi per l'azienda, sono per noi preziosissime. Molto spesso permettono alla persona di recuperare anche una dimensione relazionale, di fiducia nei rapporti con l'altro, di interazione, di scambio e condivisione.
A volte tra tirocinante e azienda, anche se l'esperienza non si conclude con un'assunzione, nascono amicizie e la persona torna a trovare il "vecchio datore di lavoro" che ha costituito una tappa fondamentale nella crescita professionale della persona.

Ti va di raccontarci una "Storia di successo"?

Ormai da qualche anno, in Valle seriana, collaboriamo con un'azienda molto sensibile a tematiche sociali quali l'inclusione di persone "fragili"; sappiamo che molto spesso l'integrazione passa anche attraverso l'opportunità di un lavoro. Un giorno veniamo contattati da questa azienda: la titolare ha conosciuto un ragazzo con disabilità, residente a Bergamo e vorrebbe dargli un 'opportunità occupazionale all'interno della propria realtà produttiva. Ci chiede se possiamo prenderlo in carico. E così conosciamo A., 34 anni, vive con la mamma e di giorno frequenta il Centro Servizi Educativi di Bergamo; ha una diagnosi di autismo e ad oggi non ha mai lavorato. La collaborazione con gli educatori e i responsabili del centro diurno è ottima e anche grazie alla loro disponibilità, riusciamo a costruire un progetto di tirocinio extracurriculare su misura. Calcoliamo tutti gli spostamenti che A. deve fare autonomamente per raggiungere l'azienda, utilizzando i mezzi pubblici. L'esperienza di tirocinio ha inizio; i colleghi di lavoro dimostrano una grande dedizione nei suoi confronti, lo accolgono e la buona riuscita del progetto di inserimento diventa una mission a cui tutti credono e a cui tutti collaborano. La tutor di Mestieri Lombardia lo affianca sul posto di lavoro
molto spesso durante le prime settimane, con l’obiettivo di individuare i compiti più adatti a lui, gestire le variabili quotidiane e sostenerlo negli aspetti comunicativi. Man mano che il percorso procede, vediamo che A. apprende
rapidamente le procedure operative e a differenza della fase iniziale, pian piano dimostra un’apertura del repertorio comunicativo e relazionale con i colleghi e l’acquisizione di maggiore sicurezza e autonomia. Al termine del tirocinio
A. viene assunto a tempo indeterminato. Un grande successo per lo sportello, per l'azienda, per il Centro Servizi Educativi e naturalmente per A., che oggi mantiene in essere il rapporto di lavoro.

Grazie Paola!