Sara e Arianna: nel nostro nido, al centro del pensiero pedagogico, c’è l’importanza dei materiali naturali e di recupero, che permettono ai bambini e alle bambine di stimolare il pensiero divergente.

Sara e Arianna: nel nostro nido, al centro del pensiero pedagogico, c’è l’importanza dei materiali naturali e di recupero, che permettono ai bambini e alle bambine di stimolare il pensiero divergente.

"Il nostro nido è uno dei primi nidi comunali nati in Valle Seriana, precisamente 40 anni fa."

Una leggera increspatura sul labbro.

Non me ne accorgo fino a quando non percepisco la presenza di uno sguardo pensante che viene verso di me, penetrando l’abitacolo della mia auto. Volto leggermente il capo ed eccoli lì, due occhi perplessi, una linea che disattende la curva dell’arco del sopracciglio; l’espressione del volto recita più o meno così: “certo che la gente è proprio strana...ride tra sè e sè senza motivo”.
E infatti tra me e me penso: "non sto ridendo, ma sorridendo, all’idea che sto per raggiungere due persone in carne ed ossa, fenomeno raro di questi tempi”.
Riprendono finalmente i miei peregrinaggi per la Valle Seriana e sono più che mai felice, mentre mi inerpico per una strada a curve e raggiungo un parcheggio che è uno squarcio sulle montagne dalla vegetazione verdissima, grondanti di pioggia. Zaino e zainetto in spalla, scendo dall’auto e corro sotto un porticato per scappare alle gigantesche e minacciose gocce di pioggia, pensando a quanto sono lungimirante: per fortuna anche questa volta ho scordato a casa l’ombrello così da non perderlo.
Qualche metro e giugno di fronte ad un piccolo cancello, che si apre con un rassicurante clic. Ad attendermi due ragazze dagli occhi frizzanti, un fare decisamente accogliente e, scoprirò poi, una passione inesauribile per i bambini e le loro famiglie.

Buongiorno Sara e Arianna, grazie della vostra disponibilità a questo incontro. Avete voglia di raccontare quali sono le peculiarità del nido comunale di Vertova?

Il nostro nido è uno dei primi nidi comunali nati in Valle Seriana, precisamente 40 anni fa. Siamo una realtà piccola, molto radicata sul territorio, ospitiamo fino ad un massimo di 25 bambini.

Immagine Intervista

"Il tempo della natura è un tempo lento, mutevole, che risponde al tempo lento di cui ha bisogno ogni bambino per apprendere.”

Qual’è la proposta pedagogica che contraddistingue il vostro servizio?

Nel nostro nido, al centro del pensiero pedagogico, c’è l’importanza dei materiali naturali e di recupero in quanto questi permettono ai bambini e alle bambine di stimolare il pensiero divergente. I nostri piccoli infatti, sono stimolati ad immaginare e sperimentare svariati utilizzi dei materiali e questo stimola la loro creatività, la fantasia e i sensi. 
Il nostro progetto privilegia l’ambiente esterno come contesto educativo, valorizzando la relazione tra bambino e natura. Il tempo della natura è un tempo lento, mutevole, che risponde al tempo lento di cui ha bisogno ogni bambino per apprendere.

In che modo questo avviene?

Da una parte i bambini e le bambine escono dal nido ed entrano in contatto diretto con la natura. Dall’altra la natura entra nel nido attraverso la sperimentazione di diverse proposte in cui essa diventa stimolo per l’apprendimento (lasciare una traccia con i semi del melograno, sentire la ruvidità delle noci…).

Come si riesce a tradurre nel quotidiano, questo modello di apprendimento?

Il materiale naturale viene proposto in modalità diversa attraverso esperienze quotidiane. Vengono pensati e allestiti angoli in base alle esigenze dei bambini e delle bambine. Angoli in cui materiali naturali e destrutturati sono sempre presenti, seppur in forme sempre nuove al fine di attivare la curiosità dei piccoli esploratori.
Il giardino offre diverse opportunità di sperimentazioni e apprendimento nelle diverse stagioni, con le rispettive condizioni climatiche. Per i più piccoli la messa a disposizione del materiale naturale permette di sperimentare il contatto con la natura soprattutto dal punto di vista senso-percettivo.

Quale spazio del vostro nido abitate più frequentemente?

Certamente il giardino, in tutte le stagioni. Con l’aiuto dei nonni abbiamo da 15 anni realizzato un piccolo orto del quale i bambini più grandi si prendono cura. Stiamo lavorando per sostituire anche i giochi esterni in plastica con giochi in materiali naturali. È un lavoro di progettazione importante. Il nostro giardino confina con l’Ex Convento, all’interno del quale è ospitata la biblioteca comunale; così molte sono state le occasioni in cui abbiamo organizzato momenti di lettura.

 

Come ha impattato la pandemia sulla vita del nido?

Abbiamo dovuto rivedere l’organizzazione degli spazi, per poter assicurare il distanziamento tra le varie “bolle”. Fortunatamente essendo il nostro un nido di piccole dimensioni, non è stata un’impresa eccessivamente ardua.
Se vogliamo vedere gli aspetti positivi, sicuramente il periodo ci ha fornito l’opportunità di riscoprire il valore della lentezza, come risorsa.

Grazie Sara e Arianna!