Vichi: qui c’è posto per tutti! Siamo quello che sappiamo accogliere.

Vichi: qui c’è posto per tutti! Siamo quello che sappiamo accogliere.

"Qui c’è posto per tutti! Siamo quello che sappiamo accogliere."

Ciao Vichi, ci racconti la tua storia? Cosa ti ha avvicinata al mondo dell’infanzia?

Sono nata e cresciuta a Roma, dove mi sono laureata in Psicologia dell’età evolutiva; ho poi conseguito la laurea specialistica in Scienze pedagogiche a Bergamo.
Prima di giungere al nido di Fiorano al serio, attualmente gestito dalla cooperativa sociale Il Cantiere, ho prestato servizio come educatrice in una Comunità educativa per minori.
La mia esperienza come educatrice di asilo nido inizia quindi nel 2014; ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere due educatrici “storiche” del nido, che avevano iniziato a lavorare fin dalla prima apertura al pubblico, quando il servizio era ancora gestito direttamente dal comune. Lavorare con loro è stato molto interessante, perché ho potuto vedere da vicino l’evoluzione dei modelli educativi, che si sono susseguiti nel tempo.

Che cosa puoi dirci dell’asilo nido “Primi Passi”?

Il nostro è un nido molto familiare, sia per il numero di bambini che accogliamo - essendo 6 educatrici - sia per il rapporto e l'attenzione che abbiamo verso le famiglie, che per noi rappresentano indispensabili soggetti portatori di risorse, bisogni, competenze e di conoscenze rispetto all'azione educativa con i bambini; inoltre, dal confronto con i genitori, emergono nuove prospettive, rispetto all'azione educativa, che per noi sono preziose e che cerchiamo di valorizzare.

Immagine Intervista

"Nel lavoro educativo, sono convinta sia essenziale e indispensabile mantenersi costantemente aggiornati, conservare sempre uno sguardo attento sui bambini, sulle attività che proponiamo loro, e sulle reazioni che ne scaturiscono”

In che modo i genitori vengono resi partecipi alle attività del nido?

Proverò a raccontarti una delle nostre proposte; si chiama IDEE IN GIOCO ed è un’esperienza laboratoriale rivolta a genitori, nonni, zii e amici dei bambini che frequentano il nido. Si tratta di un progetto che coinvolge tutti i servizi all’infanzia gestiti dalla cooperativa sociale Il Cantiere; alle famiglie viene proposto di costruire e realizzare giochi per i bambini. Partendo dalle esigenze dei bimbi e del nido, durante la prima riunione, si decide insieme cosa costruire,  per poi passare agli incontri dove chiodi, avvitatori, fantasia, divertimento e impegno manuale, uniti a materiali di recupero, danno vita a creazioni che diventano parte integrante degli spazi e della quotidianità del servizio.
A mio avviso è veramente un’esperienza straordinaria, coinvolgente, divertente e di senso, che non può che chiudersi con una cena conviviale per tutte le famiglie dei diversi nidi, che hanno preso parte al laboratorio.
Sicuramente avrai avuto modo di vedere, nel nostro giardino, alcune creazioni dei genitori, come la bilancia a due bracci, i pannelli di legno e plexiglass per le pitture verticali, la postazione del falegname ed il percorso fatto di sezioni di tronco di diverse altezze; sono solo alcune delle meraviglie che danno un valore aggiunto al nostro servizio.
Anche i nonni sono presenze importanti del nido: contribuiscono a tenere vivo il nostro orto, insegnano ai bambini come far crescere le piantine e come prendersene cura.

Avete un modello pedagogico a cui vi ispirate?

Da qualche tempo stiamo lavorando in modo approfondito sul concetto di intercontaminazione, tra spazio interno e spazio esterno, che ci impegniamo a tradurre sia rispetto all'organizzazione interna - figure educative che si interfacciano durante l'anno con la totalità dei bambini iscritti, spazi che possono essere attraversati da tutti i bambini indipendentemente dalla sezione di appartenenza - sia rispetto all'organizzazione esterna - uscite sul territorio, accoglienza di figure volontarie o professionali che vengono al nido per prestare la propria arricchente opera. Questa riflessione ci ha portato ad una ridefinizione degli spazi, permettendo ai bambini di attraversare le sezioni. In questo modo i bambini hanno libertà di vivere tutti gli ambienti del nido, di avvicinarsi e giocare con tutti i compagni e con tutte le educatrici.
Crediamo che ad essere di fondamentale importanza sia il sistema di riferimento, che permette ai bambini di avere sempre tre figure alle quali rivolgersi all'interno della sezione e gradualmente, durante il corso dell'anno, di arrivare ad avere tutte e sei le educatrici del servizio come riferimento. In questo modo il bambino è agevolato nella lettura delle proprie emozioni e incentivato a scegliere liberamente da chi trovare risposta ai propri bisogni; imparando a riconoscere le caratteristiche peculiari di ciascuna figura, orientandosi liberamente.
Apertura verso l’esterno significa anche coltivare maggiormente le relazioni con chi il territorio fuori lo vive: andiamo a far visita a negozianti, commercianti e artigiani del comune; significa inoltre dare l’opportunità alle famiglie di “entrare nel nido”: da quest’anno i genitori possono venire a farci visita tutti i giovedì mattina e fermarsi con noi per alcune ore.

Gironzolando tra gli spazi del vostro nido, mi sono accorta che ci sono parecchie proposte ludiche, diciamo “alternative”; che fine hanno fatto i vecchi classici giochi?

Pian piano stiamo cercando di sostituire i giochi “tradizionali” con materiali e oggetti destrutturati, ovvero che non nascono necessariamente con una funzione ludica, ma che i bambini sperimentano liberamente permettendo alla loro fantasia e creatività di esprimersi. Questi materiali permettono un uso differente rispetto a quello già predeterminato da alcuni giochi, stimolando un pensiero creativo. Queste proposte,inoltre, incentivano la relazione: i bambini sono spinti a collaborare tra loro per utilizzare un determinato oggetto.

 

Qual è la ricetta per svolgere al meglio il tuo lavoro?

Se vuoi posso condividere il mio mantra: Perenne Ricerca.
Credo sia essenziale e indispensabile per chi svolge un lavoro educativo, mantenersi costantemente aggiornato, conservare sempre uno sguardo attento sui bambini, sulle attività che proponiamo, sulle loro reazioni.

Che cosa ami di più del nido “Primi Passi”?

Siamo un servizio di resistenza, in continua evoluzione.
Immagino che queste due parole possano apparire, dall’esterno, in contrapposizione; in realtà per me sono strettamente correlate.
Il lavoro pedagogico ed educativo che con le mie colleghe svolgiamo quotidianamente, ci spinge ad evolverci verso una sempre maggiore apertura all’esterno, assumendo un atteggiamento accogliente verso tutto ciò che è diverso, non convenzionale, alternativo. Resistiamo invece alle chiusure, culturali e organizzative, che limitano incontri, esperienze, il possibile e l’impossibile. 

 

Grazie Vichi!